Informazioni Utili: seggi e orari

Tutti i circoli saranno aperti dalle 10:00 alle 18:00. Le sedi sono:

Circolo 1 "Circolo Libertà" - Viale Libertà 33

Circolo 2 "Cooperativa Martiri della Libertà" - Via Pompeo Mariani 6

Circolo 3 – Via S. Alessandro 3

Circolo 4 "Circolo Cattaneo Sala Villa" - Via Vittorio Veneto 1

Circolo 5 "Enzo Biagi"(cortile interno Jonas) - Viale Lombardia 210

Circolo 6 "Circolo Operai e Contadini" - Via Col di Lana 30

Orgogliosamente Democratici

Introduzione

Fare opposizione per tornare a vincere

Cambiare la narrazione

Rapporti con i consiglieri comunali

Forma partito

Un partito in dialogo costante

Il PD per Monza

Conclusioni

Introduzione

Il Partito democratico è la casa valoriale nella quale mi riconosco dalla sua fondazione. Se nel 2007 ero solo uno studente liceale, nel corso di questi anni ho saputo crescere all’interno del partito e apprezzarne le battaglie, le caratteristiche, le contraddizioni e le anime che lo popolano. È purtroppo vero che il Partito Democratico così come è ora ha bisogno di un grandissimo lavoro rifondativo per tornare ad essere il grande partito riformista delle origini. Non è una battaglia da combattere solo nella sua struttura nazionale: i militanti, a tutti i livelli, sono ora chiamati ancora una volta a rimboccarsi le maniche e disegnare il loro, il nostro partito. Penso che anche a livello locale debba suonare questa sveglia interna. Nel 2017 abbiamo affrontato una campagna elettorale amministrativa intensa che credevamo di vincere, eppure, nonostante il grande lavoro di tutti gli iscritti e militanti, nonostante un buon risultato in termini di consenso verso il partito, abbiamo perso. Sembra che dal giugno 2017 non siamo più riusciti a riprenderci, sprofondando in una spirale la cui discesa è stata accelerata dalle sconfitte a tutti i livelli (regionale, nazionale, e, ancora, amministrativo). Eppure la visione e l’amore che abbiamo nei confronti della nostra città e del nostro Paese non sono mai venuti meno.

Ora siamo all’alba di un congresso, un congresso che, contestualmente, vede il rinnovo delle segreterie locali, delle segreterie provinciali e del regionale. Penso che questi siano i momenti che ci mettono alla prova, possiamo scegliere di essere protagonisti e dare il nostro contributo, oppure sederci e vedere come andrà a finire. Io scelgo di dare il mio contributo. Ho ventotto anni, sono giovane ma non sono un novellino: mi occupo di politica dal 2008, da un anno sono il responsabile comunicazione provinciale del Partito Democratico di Monza e Brianza. Ho la voglia e il tempo per mettermi in gioco e creare rete. Penso proprio che la capacità di intessere relazioni con altre realtà politiche ed associazionistiche, con la linea gerarchica del nostro partito e con militanti da tutta Italia possa essere un valore aggiunto per fare comunità. Creare quella comunità democratica che ci permettere di crescere attraverso il confronto e il dialogo, attraverso le testimonianze di realtà analoghe da tutto il Paese. Fare comunità. Penso davvero sia un valore aggiunto, se non IL valore aggiunto di chi intenda governare il partito a qualunque livello: tenere insieme più anime possibile, valorizzarle e dare spazio a tutti. I Blues Brothers dicevano che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Questo è il momento di essere duri, di tornare ad essere orgogliosamente democratici. Questa mozione congressuale nasce grazie al contributo di molti di voi, militanti monzesi, con cui ho potuto confrontarmi e discutere in questi mesi.

Fare opposizione per tornare a vincere

Il 2017 ha segnato una svolta decisamente negativa per la nostra città. Abbiamo permesso che la destra ottenesse il consenso necessario per andare al governo di Monza. Dopo cinque anni di buon governo della città abbiamo perso le elezioni. Non voglio riaprire un’analisi della sconfitta, penso non sia questa la sede, tuttavia dobbiamo prendere atto di questo ruolo di opposizione che ricopriamo e non perderci d’animo. Abbiamo governato Monza per cinque anni, sicuramente commettendo errori, ma sapendo anche cosa fosse necessario. Sappiamo amministrare la nostra città decisamente meglio dell’attuale Giunta: ricordiamocelo e ricordiamolo costantemente ai nostri concittadini. Facciamo un’opposizione vera, dura quando c’è da colpire forte, ma anche propositiva soprattutto fra i molti buchi lasciati dalla destra. Sviluppiamo meglio la collaborazione e la connessione con il Gruppo Consiliare che in Aula ci rappresenta e contribuisce a dare sostanza e corpo alle proposte del PD di Monza. Non propongono nulla per il museo etnologico e per Cederna? Prepariamo noi un progetto da sottoporre alla Consulta di quartiere. Non difendono Cazzaniga e il centro civico che doveva nascere al posto dell’ex cinema Maestoso? Portiamo avanti una battaglia, aiutiamo i cittadini ad ottenere un servizio di cui hanno bisogno. In sostanza lavoriamo da qui, dall’opposizione in Consiglio Comunale per prepararci a tornare a governare Monza, torniamo a parlare coi cittadini: essere in ascolto costante e tornare a chiedere fiducia non deve passare per forza per il più becero populismo. Noi non siamo populisti e mai lo saremo. Noi siamo competenti, lavoratori seri e bravi amministratori. Ci scontriamo con gente inesperta, impreparata e incompetente che sta dilaniando la nostra città perdendo di giorno in giorno qualche pezzo, a volte piccolo a volte grande. Riprendiamo il polso dei quartieri e torniamo ad essere veri interlocutori.

Cambiare la narrazione

Il mondo cambia, la società evolve. Così anche la politica. Si sono affacciati sul panorama, tanto nazionale quanto locale, nuove realtà politiche che hanno saputo sfruttare al meglio i mezzi di comunicazione più disparati. Noi, spesso, non riusciamo ad usare al meglio questi nuovi strumenti. Siamo legati a metodologie vecchie, che, tuttavia non vanno abbandonate; accanto a volantinaggi, gazebo e comizi di piazza sviluppiamo un nuovo canale comunicativo. I social network sono le nuove piazze da cui pronunciare i nostri comizi. “Facebook aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita.” Così recita lo slogan di uno dei più noti social network: cambiamo la parola persone con cittadini (o elettori, scegliete voi) e abbiamo la chiara rappresentazione del potenziale utilizzo che possiamo farne con una semplice digitalizzazione. Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, tutti strumenti nelle nostre mani per generare flussi di informazioni, per veicolare il nostro messaggio politico, per ingaggiare cittadini ed elettorali ad un confronto sempre più costante. I social network sono, tuttavia, anche armi a doppio taglio. Tutto ciò che scriviamo è pubblico, può essere visualizzato da tutti. Chiunque abbia un ruolo nel partito è responsabile per la propria comunità per ciò che esprime. Troppe volte abbiamo usato post e messaggi per esprimere il nostro dissenso verso situazioni e figure interne: così non va bene. Siamo il Partito Democratico, uno dei pochi partiti (se non l’unico!) veramente democratico, che ha luoghi e forme di discussione interne: usiamo questi spazi per esprimere il nostro pensiero, così da parlare all’esterno con una voce sola.

Al contempo però, non abbandoniamo i più classici e tradizionali metodi politici: gazebo, volantinaggi, comizi, ecc. Torniamo nelle piazze e nei mercati di periferia, torniamo davanti alle scuole e ai luoghi di aggregazione e lavoro. Parliamo con gli studenti, coi pensionati, coi lavoratori: non abbandoniamo il contatto diretto con le persone. Penso sia l’unico modo per tornare a costruire un rapporto di fiducia con l’elettorato. Non chiudiamoci nelle sedi di partito ma apriamoci sempre di più all’esterno tornando ad ascoltare chi ha bisogno di confrontarsi con noi, chi cerca una risposta, un aiuto, un sostegno. Torniamo ad essere interlocutori veri del popolo che non significa essere populisti.

Rapporti con i consiglieri comunali

Abbiamo il gruppo consigliare più numeroso. Siamo due in più rispetto al più grande gruppo di maggioranza. Questo vantaggio relativo va gestito. I consiglieri comunali sono i nostri eletti in Assise cittadina, spetta loro disegnare una linea amministrativa e rappresentare il partito nell’aula consigliare. La linea politica del Partito Democratico di Monza, tuttavia, è tracciata dal Segretario e dalla Segreteria cittadina e ratificata dall’Assemblea. In questi anni dobbiamo necessariamente intensificare il rapporto col gruppo consigliare traendone reciproco beneficio: non possiamo pensare di lasciare soli i consiglieri nello svolgimento della loro azione, dobbiamo far loro da sponda ma, allo stesso tempo fornire loro suggestioni, pareri e segnalazioni declinate in mozioni da presentare in aula. Dal punto di vista organizzativo conviene tracciare un percorso annuale su tre macrotemi su cui battere insieme, partito e gruppo consigliare al fine di disegnare un tratto di unione fra i temi in aula e le azioni concrete sul territorio. Altro tema fondamentale su cui trovare una intesa è quello del bilancio comunale: cosa differenzia le priorità del Partito Democratico dall’attuale Giunta? Sul bilancio si può prospettare un lavoro di sinergia per individuare elementi chiave che mostrino chiaramente le principali differenze che abbiamo con l’Amministrazione.

Forma partito

La struttura elefantiaca del Partito Democratico monzese inizia a vacillare, a scricchiolare, serve quindi una riorganizzazione interna. Sono convinto serva superare la divisione del territorio in sei circoli come strutture politiche per fare spazio a tre/quattro macrocircoli. Ciò non significa in alcun modo perdere i presidi territoriali. Anzi. Penso serva un referente per ogni quartiere. In campagna elettorale avevamo diviso la città in dieci quartieri, riprendiamo in mano quella divisione e individuiamo un referente per ogni quartiere. Una figura che sia punto di riferimento per i cittadini, che sappia leggere le problematiche del proprio territorio e che possa riportare al circolo afferente, il quale si relazionerà coi consiglieri comunali. Così facendo potremmo continuare ad avere il polso dei quartieri, senza apparire soltanto negli ultimi mesi antecedenti la campagna elettorale. Mi impegno a portare a termine la riorganizzazione dei circoli, sentita l’assemblea cittadina e i coordinamenti di ogni singolo circolo, nei primi mesi del 2019: in questi anni abbiamo chiesto loro un grande impegno ed un grande sacrificio, penso sia doveroso dare a loro certezze e tempi celeri. Ho in mente una riorganizzazione anche della segreteria cittadina. Penso servano ruoli bene definiti per lavorare al meglio nell’interesse di partito. Oltre al Segretario ho in mente: • Vicesegretario • Responsabile organizzazione • Responsabile comunicazione • Responsabile elettorale e tesseramento • Coordinatore della segreteria Oltre, ovviamente, a Tesoriere, Presidente dell’Assemblea, Capogruppo in Consiglio Comunale, Segretario dei Giovani Democratici e Coordinatrice delle Donne Democratiche. Vorrei anche che il mio sfidante sedesse in Segreteria.

Un altro aspetto fondamentale per quanto riguarda l’organizzazione interna del nostro partito è la presenza di forum tematici. Abbiamo delle aree che sono di importanza strategica e ci permettono parimenti di crescere dal punto di vista politico e formare la classe dirigente in vista delle amministrative. Intendo sviluppare una serie di forum specifici su diversi temi come: • Urbanistica • Politiche sociali • Ambiente • Mobilità e trasporti • Integrazione • Lavoro • Cultura • Villa Reale e Parco

Ovviamente sono esempi che possiamo integrare in base alla sensibilità personale degli iscritti e alle esigenze della città.

Un partito in dialogo costante

Ho in mente un partito che dialoghi sia all’interno che all’esterno. Troppo spesso il Partito Democratico di Monza ha fatto vita a sé, senza una reale considerazione a livello provinciale e regionale. Siamo l’unione comunale più vasta della Brianza, dobbiamo tornare ad avere peso e rappresentanza in segreteria provinciale e negli organi regionali. Mi impegno affinché ci siano dei monzesi a rappresentarci in quelle sedi e mi impegno affinché ci sia una triangolazione fra PD locale, provinciale e regionale.

Un dialogo che non si limiti però al livello provinciale e regionale, ma sia costante e proficuo anche, soprattutto, con la base. La struttura che avrà la nuova assemblea cittadina (25 persone elette proporzionalmente al risultato congressuale fra gli appartenenti ai listini collegati ai candidati segretari) non permetterà di rappresentare al meglio tutta la città con le sue sfaccettature. Fermo restando che l’assemblea cittadina sarà sempre aperta a tutti coloro che vogliano parteciparvi, intendo convocare con cadenza regolare (almeno tre volte l’anno) un’assemblea generale di tutti gli iscritti. Il valore aggiunto del Partito Democratico sono proprio i suoi militanti, senza di loro, le loro energie, il loro tempo non riusciremmo ad andare avanti. Sono fermamente convinto che se si lasciasse più spazio alle iniziative di ognuno si potrebbe trarne un grandissimo beneficio. Valorizziamo il patrimonio umano che possiamo vantare, mettiamo al centro le persone, poniamoci come obiettivo il “fare comunità”.

Una comunità che sia in grado di dialogare anche con gli altri circoli della Brianza, perché da soli si arriva prima ma non si va molto lontano.

Ma il dialogo non è solo interno. Penso ad un partito che sappia confrontarsi con le altre realtà politiche monzesi dalle forze di sinistra alle liste civiche, e ancora dal mondo sindacale a quello del volontariato. Un partito che sappia catalizzare quelle realtà che sanno riconoscersi nei valori democratici in cui ci riconosciamo noi, con cui abbiamo combattuto molto battaglie e con cui condividiamo come comune denominatore la voglia di ridisegnare un modello di città molto distante dal lavoro di questa Giunta. Dialoghiamo con amici e compagni, con persone con cui abbiamo in comune molto più di quanto possiamo immaginare, dialoghiamo con loro perché da soli non vinceremo le prossime elezioni amministrative.

Il PD per Monza

Come declinare la proposta politica del PD monzese per la nostra città? In questi mesi sono molti gli spunti emersi, molti altri sono i buchi lasciati dall’attuale Amministrazione. Penso che il Partito Democratico debba tornare a proporre un modello di città seguendo ciò che sotto le giunte Faglia, prima e Scanagatti, poi, avevamo già delineato: una città europea, attrattiva, e viva. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per disegnare Monza come città verde, attenta al benessere dei propri cittadini, una città che non lasci indietro gli ultimi, una città che sappia essere polo culturale e sede di grandi eventi. Una città che non viva all’ombra di Milano, ma che sappia essere capoluogo di quella terra operosa che è la Brianza. Rendiamo il PD Monza un volano per quanto riguarda le proposte culturali della città, settore che stiamo vedendo essere in grave crisi con questa Giunta. La cultura, così come le politiche sociali e l’attenzione all’ambiente e al verde, devono essere elementi caratterizzanti del nostro partito.

Conclusioni

Questa mozione nasce dall’esigenza di uscire dall’ombra politica e morale nella quale ci troviamo ora, un tunnel che può iniziare a rischiararsi perché anche negli attimi più tenebrosi possiamo trovare la nostra strada, basta solo ricordarsi di accendere la luce.

Accendiamo, o meglio, riaccendiamo questa luce. Tutti insieme. La candidatura a segretario cittadino nasce da questa esigenza. Un’esigenza condivisa con molti di voi, il bisogno vero di cambiare marcia, di mostrare anche alla città che siamo un partito che sa evolvere, rimanere al passo coi tempi, sa dare spazio alle nuove generazioni ma che, allo stesso tempo, non rottama una classe dirigente: i giovani lavorano a stretto contatto con i più maturi, chi è e sarà sempre più protagonista della vita cittadina eredita un bagaglio di conoscenze e competenze da chi ha già dato moltissimo per Monza e per la comunità democratica. È vero, il segretario cittadino è una figura monocratica, ma attraverso questo percorso, questa candidatura, si vuole tenere insieme più persone possibili, più generazioni possibili, più anime possibili che è, in ultima analisi, lo spirito del Partito Democratico. Chi, come me, è un nativo democratico non può che riconoscersi in questo superamento di correnti, in questa capacità di stare insieme pur con mille differenze, in una parola non può che riconoscersi nell’UNITA’. Spalanchiamo le porte ad una giovane generazione che sappia valorizzare l’esperienza dei tanti che tanto hanno dato al PD e scegliamo di dare fiducia a chi è veramente nato col Partito Democratico. Torniamo ad ascoltare le persone, i cittadini, i nostri militanti. Torniamo a raccontare loro il progetto del Partito Democratico. Torniamo a definirci orgogliosamente democratici.