Alla fine abbiamo vinto

Non è semplice descrivere a parole le sensazioni provate tra ieri sera e oggi. Sono un misto di orgoglio, gioia, gratitudine, senso di responsabilità...

Intanto vi dico GRAZIE.

Grazie a quelle meravigliose persone che mi hanno aiutato e permesso di vincere questo congresso

Grazie a tutte le democratiche e i democratici di Monza che hanno deciso di darmi fiducia

Grazie anche ai segretari di circolo che si sono messi in gioco per il nostro partito (Giuseppe Bergamelli Enrico Arosio Michele Erba Elena Pagliaretta Elisa De Lucia e Guido Pietrogrande).

Grazie a Francesco Beretta.

Avevamo promesso di lavorare insieme e lavoreremo insieme per il PD e la città di Monza.

I segretari e I leader del Partito Democratico sono scelti così: attraverso elezioni democratiche, poi si lavora tutti insieme. Ora che il Congresso è terminato sotto con il lavoro.

Buon lavoro anche a Pietro Virtuani riconfermato alla guida del PD Monza Brianza e a Vinicio Peluffo neo Segretario del Partito Democratico Lombardia

Alla fine è bello essere #OrgogliosamenteDemocratici

Cento fiori in movimento per un nuovo PD

Oggi pomeriggio sono stato all’iniziativa “Centofiori in movimento per un nuovo PD” organizzata da un gruppo piuttosto eterogeneo di under35 del @partitodemocratico al Teatro Eliseo di Roma.

Oltre a rivedere amici provenienti da tutta Italia che ci permettono di costruire una comunità democratica (non mi stancherò mai di ricordare quanto sia importante fare comunità), abbiamo dimostrato come sia possibile superare il sistema di correnti. Le persone che hanno animato la giornata hanno sostenuto candidati diversi allo scorso congresso e sosterranno candidati diversi ai prossimi congressi provinciali, regionali e nazionale.

Eppure eravamo tutti lì, a raccontare e disegnare quello che per noi deve essere il Partito Democratico. Eravamo lì tutti insieme. Questi sono i momenti in cui possiamo riscoprirci Orgogliosamente Democratici

Forum per l'Italia

Si è conclusa oggi la due giorni "Forum per l'Italia", un momento per tracciare insieme a dirigenti e militanti da tutta Italia il futuro del Partito Democratico.

Questo è l'ultima iniziativa in ordine cronologico a cui ho partecipato.

Qualche tempo fa, un simpatico hater, commentando un post in cui parlavo di un'iniziativa fuori Monza a cui andai, mi scrisse che era solo un modo per fare una gitarella.

Ovviamente non concordo con lui. Penso siano momenti veramente importanti.

Vi dico perché.

Queste sono le occasioni che abbiamo per confrontarci con persone provenienti da tutta Italia sulla società, sui problemi del nostro Paese e del nostro Partito, sono i momenti di confronto, di analisi politica, di sintesi programmatica.

Non solo.

In queste occasioni abbiamo modo di trovarci con amici provenienti da esperienze diverse e fare rete.

Fare comunità.

Anche così si costruisce una comunità democratica: parlando di futuro e abbattendo (o almeno accantonando) le divisioni interne.

"La storia non dovrà raccontare che mentre la democrazia vacillava, la sinistra si gingillava con le proprie insopportabili e grottesche divisioni." (tratta dall'immenso intervento di Walter Veltroni)

Congresso 2018

Il prossimo 18 novembre tutti gli iscritti del Partito Democratico Monza saranno chiamati a scegliere il loro prossimo segretario cittadino.

Ve la faccio breve: ho deciso di candidarmi Segretario Cittadino del PD Monza.

Mi metto in gioco perché è un momento difficile e penso che questi siano i momenti che ci mettono alla prova: possiamo scegliere di essere protagonisti e dare il nostro contributo, oppure sederci e vedere come andrà a finire.

Io scelgo di dare il mio contributo.

Ho la fortuna di lavorare con uno splendido gruppo di persone, con cui sto collaborando per la stesura della mozione congressuale. A questi democratici, a questi rappresentanti del popolo del PD devo molto in termini di stima, affetto, impegno profuso, lavoro svolto e dose di follia che spinge tutti loro a sostenermi. Ed intendo restituire molto. Restituire in termini di impegno e dedizione nei confronti della comunità democratica monzese.

Sarà un mese (scarso) intenso, di proposta e ascolto.

Torniamo ad ascoltare le persone, i cittadini, i nostri militanti. Torniamo a raccontare loro il progetto del Partito Democratico.

Torniamo ad essere orgogliosamente democratici.

Per l'Italia che non ha paura

50000 persone.

C’è chi dice di più. C’è chi dice di meno.

Una piazza piena di gente in ogni caso.

E poi le bandiere. Tante. Tantissime.

I colori del PD che si mischiano insieme all’arancione dei Giovani Democratici e al blu europeo si stagliano garrendo su un cielo di un azzurro intenso. Il luogo è piazza del Popolo, Roma, ieri pomeriggio.

Da quella piazza, forse, è (finalmente) ripartito il cammino del Partito Democratico e del centro sinistra per uscire dalla palude nella quale ci siamo impantanati dal 4 marzo. Con una cornice valoriale in cui lavorare, con priorità da darsi e con la consapevolezza degli errori commessi. Piazza del Popolo ha dato una prima risposta a tutti i militanti che si sono trovati spaesati dalla primavera scorsi, ai dirigenti locali che hanno mantenuto vivo territorialmente un partito senza una linea da parte dei vertici nazionali.

Che serva la manifestazione di ieri pomeriggio per ritrovare l’orgoglio di appartenere al Partito Democratico, che serva, in vista dei congressi per ricordarci che comunque apparteniamo alla stessa famiglia di valori, quei valori declinati dai tanti interventi sul palco di ieri.
Ai tanti militanti, ai tanti amici, a tutti coloro che parteciperanno attivamente alla fase congressuale mi viene solo da ribadire una cosa: tutti ieri scandivamo a gran voce la parola UNITA’, non resti un grido di piazza, mettiamo in pratica l’unità a partire dai nostri territori.

Ripartiamo da qui, tutti insieme, perché siamo somma, non divisione.

Italia, grande bellezza! Sesta summer school FutureDem

Torno a casa da Bologna, dove ho partecipato alla sesta Summer school di FutureDem “Italia, grande bellezza”.

Anche quest’anno un bel momento di formazione grazie a relatori di altissimo livello e un modo per ritrovare amici da tutta Italia.

Il valore aggiunto di queste iniziative, di queste giornate in giro per il nostro Paese è proprio la possibilità di un confronto aperto e sincero sull’Italia (e l’Europa!) che vogliamo contribuire a costruire.

Quando torno a casa dopo giorni così ricchi, così intensi, penso sempre che ci sia tanta bellezza nella politica che stiamo raccontando e che il futuro, se tutti noi faremo la nostra parte e ci impegneremo, forse, non sarà poi così grigio.

Europa senza muri

Ieri pomeriggio ero a Milano.

Ero in piazza San Babila insieme a tantissime persone di diversi partiti, associazioni, idee politiche non sempre combacianti, ma uniti dalla medesima volontà di un'Europa unita e senza muri, senza barriere.

Davanti alla politica dell'odio e di chiusura di Salvini che strizza l'occhio ad Orban, chiunque si riconosca nei valori di democrazia, fratellanza, solidarietà che trovano fondamento nella nostra Costituzione non può tacere.

Quando la storia, la società, il Paese attraversano momenti bui dovremmo ricordarci di scendere in piazza e riaffermare i nostri valori democratici, insieme, anche se troppo spesso non la pensiamo allo stesso modo.

Siamo scesi in piazza come nella migliore tradizione della Sinistra. Siamo scesi in piazza per gridare a gran voce la NOSTRA idea di Europa. Siamo scesi in piazza perché siamo in moltissimi a non pensarla come Salvini e a questo governo giallo verde, perché non possiamo tacere davanti alla violenza e all'odio.

Siamo scesi in piazza perché "se chiudi al razzismo ti si apre un mondo".

Cosa mi sfugge?

Amo Monza, la mia città.

Giro per le sue strade da quando ne ho memoria e con tutti i mezzi possibili: auto, bici, piedi, trasporto pubblico.

Ho visto parcheggi diventare piazze, piste ciclabili diventare parcheggi. Ho visto grandi concerti nel parco e buche nelle strade diventare così larghe da sembrare voragini.

Poi, l'anno scorso, in campagna elettorale abbiamo proposto di istituire l'Assessorato alle Piccole Cose (grazie ad un'idea di Giovanni Vergani): una delega per risolvere tutti i piccoli problemi che vanno ad incidere nella quotidianità della vita dei cittadini.

Il centro destra ha proposto la medesima intuizione.

Mi sono detto: poco male, le idee sono di chi le sposa, non mi interessa rivendicare la paternità di un'intuizione, lo abbiamo proposto entrambi, chiunque dovesse vincere lo realizzerà.

Hanno vinto loro.

Hanno istituito la delega e l'hanno affidata al vicesindaco.

Eppure oggi continuo a vedere lampioni spenti da più di un mese, marciapiedi devastati, strade sottosopra, erba ed alberi incolti...

Ora, io mi chiedo, cosa mi sfugge?

A Strasburgo al Parlamento Europeo

Due giorni fa sono stato a Strasburgo per visitare il Parlamento Europeo grazie al nostro eurodeputato Brando Benifei, insieme ad una delegazione piuttosto eterogenea guidata da Angelo Turco.

Oltre a me, all’amico Renzo Averia di Milano e Giulio Torlaschi di Voghera, c’erano quattro ragazzi liguri, sei giovani cremaschi e un nutrito gruppo della federazione provinciale del PD di Mantova.

Al netto della visita all’Europarlamento che per chi si occupa di politica e crede fermamente nell’Europa non può che essere affascinate, vorrei condividere due pensieri.

Primo: il Partito Democratico ha molto da imparare dai propri territori e dalle realtà locali. Condividere gli stessi valori pur con idee diverse, essere capaci di confrontarsi sui differenti temi mantenendo il rispetto gli uni degli altri e creare comunità sono i tre aspetti che meglio caratterizzano il nostro partito e lo, dico alla vigilia di un’assemblea nazionale, dovrebbero essere le basi da cui darsi uno slancio per riprendere quota. Facciamo parte di un partito che sa essere inclusivo ed aperto, è bene ricordarselo.

Secondo: come dicevo, insieme a noi, c’erano quattro giovanissimi liceali liguri. Sono arrivati a Strasburgo perché hanno vinto un premio. Loro hanno avuto la sorte di trovarsi in mezzo ad un gruppo del PD, io sono convinto che per noi, sicuramente, sia stato un privilegio. Abbiamo avuto l’opportunità di chiacchierare con dei ragazzi al loro primo voto, alla fine di un percorso scolastico secondario e sul ciglio dell’Università. Sono convinto che se vogliamo tornare a parlare ai giovani, dobbiamo, necessariamente, ricominciare ad ascoltare i giovani. Senza superiorità, senza arroganza, senza parole forti giusto per colpire la loro opinione: non serve.

Mi piacerebbe che il Partito Democratico, il mio partito, riflettesse sull’importanza di coinvolgere i giovanissimi, perché non basta avere una valida organizzazione giovanile e tante realtà associative di ragazze e ragazzi se poi non riusciamo a rendere tutti loro protagonisti di un cambiamento della società e della politica.

Ripartiamo dagli esempi positivi, ripartiamo da Brando, e da tutti coloro che non ancora trentenni si sono trovati a ricoprire una carica pubblica. Ripartiamo dai neo eletti consiglieri comunali in Brianza. Ripartiamo da Simone, Luca, Moreno, Cristiano, e tutti coloro che hanno dato l'anima in campagna elettorale. Ripartiamo da qui perché i giovani sono il motore del cambiamento.

Amministrative 2018 pt. 1

Una riflessione a mente fredda sull'esito di questa prima tornata amministrativa in Brianza.

Il Partito Democratico ha retto nonostante le previsioni, mentre è pressoché scomparso il Movimento 5 Stelle.

Nel nostro territorio abbiamo mantenuto Macherio ma non siamo riusciti, nonostante un nuovo progetto civico, i cittadini di Lazzate che hanno preferito continuare con l'amministrazione uscente targata Lega. Per Cogliate vale un discorso diverso: non abbiamo vinto e mi dispiace molto, ma il candidato sindaco di Uniti Per Cogliate - Vincenzo Di Paolo Sindaco ha messo in campo delle energie straordinarie, costruendo intorno a sé e al progetto politico una squadra giovane, dinamica ed in gamba. Abbiamo perso Cogliate ma abbiamo riconquistato una nuova determinazione e una nuova energia, segno che quando c'è passione, voglia di amministrare e una visione per il proprio territorio si può fare bella politica (lo ben dimostra il messaggio di Vincenzo Di Paolo che vi consiglio di andare a leggere).

Nei comuni più grandi andiamo al ballottaggio.

Ampio il vantaggio a Brugherio, dove abbiamo sfiorato la vittoria di Marco Troiano Sindaco al primo turno.

A Nova Milanese, dove Fabrizio Pagani Sindaco - Nova Milanese merita di vincere non solo per le capacità amministrative ma per una grande passione politica che - ne sono certo - il suo principale competitor gli invidia, siamo in svantaggio di pochissimi voti.

Anche a Seregno lo svantaggio e minimi, merito di tutta la coalizione e di un candidato veramente preparato, concreto ed onesto, un candidato,Alberto Rossi, che saprà ridare dignità alla città di Seregno dopo il commissaria mento subito nello scorso settembre.

Lo svantaggio da cui partiamo sia a Carate che a Seveso è più ampio, ma sono certo che, con l'impegno di tutti, si potrà dimostrare ai cittadini quanto sia importante la riconferma dei due sindaci uscenti. Lasciatemi dire un'ultima cosa: in un momento di grande difficoltà dopo il pessimo risultato di elezioni politiche e regionali, il centro sinistra in Brianza ha dimostrato una notevole capacità di riorganizzarsi e di impegnarsi con rinnovata energia per il proprio territorio, sintomo che quando credi nella bella politica e sei circondato da persone capaci e volenterose non ti lasci abbattere facilmente. A tutti i candidati consiglieri e sindaci, a tutti coloro che hanno dato il massimo in questi mesi dovrebbe andare il plauso di tutti noi.

Ora sotto con gli ultimi giorni di campagna elettorale, l'appuntamento è per il 24 giugno con il ballottaggio.

Sosteniamo i candidati del centro sinistra!

Proviamo a fare chiarezza

Art. 1 c. 2 Cost. "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Art. 92 c. 2 Cost. "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri" Giusto per fare chiarezza: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha agito all'interno del perimetro delle sue prerogative costituzionali.

Non è la prima volta che il Capo dello Stato agisce così in Italia: è successo nel 1979 quando Pertini disse no a Cossiga su Darida alla Difesa; e poi nel 1994 con Scalfaro e il suo no a Berlusconi su Previti alla Giustizia; ci fu il no di Ciampi sempre a Berlusconi su Maroni alla Giustizia nel 2001; infine è successo nel 2014 quando Napolitano disse no a Renzi su Gratteri alla Giustizia.

Mattarella ha agito nell'interesse del Paese bloccando la nomina di un ultraottantenne euroscettico alla guida dell'economia italiana.

Non solo, il Presidente della Repubblica ha indicato un nome politico per la casella di ministro dell'economia, non un nome a caso, ma Giancarlo Giorgetti vice segretario della Lega.

Qui la situazione si fa interessante: Salvini fa saltare il banco bocciando il nome di Giorgetti e sostanzialmente portando al fallimento l'ipotesi di un Governo cosiddetto giallo-verde.

Chi ha vinto su tutta la linea è proprio il leader leghista: è riuscito a smarcarsi dai 5Stelle facendoli apparire come ingenui ed incapaci addossando però le colpe al Presidente della Repubblica.

Ciò che non riesco però a tollerare è il clima di odio che è stato innescato nei confronti della più alta carica dello Stato con insulti e minacce inaccettabili fomentate dall'ignoranza di molti.

A Mattarella va la mia totale solidarietà.

Insieme per fare comunità

Ieri sera ho avuto la possibilità di moderare, insieme ad Elena Pepe, un interessante dibattito sul futuro del nostro Paese e del Partito Democratico insieme ai nostri rappresentanti in Parlamento Roberto Rampi e Gian Mario Fragomeli.

Molti gli interventi dei partecipanti, non solo monzesi; tutti hanno sottolineato l’esigenza, in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando, di rinnovare il nostro impegno per il Paese abbandonando le varie tifoserie che danneggiano tutta la comunità del PD.

Mi piacerebbe che il mio partito tornasse a “fare comunità” riscoprendo la grande vocazione democratica che ci ha caratterizzato fin dalla nascita del PD.

Mi piacerebbe si cercassero e si individuassero gli errori che ci hanno portato alla debacle del 4 dicembre (prima) e del 4 marzo (poi), prima di additare i colpevoli in una moderna caccia alla streghe.

Solo così potremo realmente ripartire con un rinnovato vigore.

Democratic Party: buona la prima!

Sono stati due giorni impegnativi ma ricchi di soddisfazioni.

Il Democratic Party organizzato in federazione è stato un successo: abbiamo centrato gli obiettivi.

Quando abbiamo avuto questa idea, lo scopo era duplice: da una parte aprire la porte della nostra federazione all'esterno, dall'altra dare un palco a disposizione dei nostri giovani candidati alle amministrative brianzole.

Il tutto condito da birra, buona musica e un'ottima grigliata.

Parlando coi partecipanti e vedendo il clima che si è creato in via Arosio non posso che dirmi felice per il risultato.

Come sempre, senza l'impegno di molti, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Permettetemi di ringraziare in primo luogo tutta il PD Monza Brianza di cui sono orgogliosamente parte, i Giovani Democratici Monza Brianza che si sono avvicendati alla griglia, al bar e in cabina audio/luci e, soprattutto, chi in questo progetto ci ha messo l'anima: Davide Mantovani Shawn Guidi Luca C. Villa, GRAZIE, senza di voi questo non sarebbe stato possibile.

Un grosso in bocca al lupo ai nostri giovani candidati in Brianza, Luca Lissoni, Giacomo Panzeri, Moreno Drago, Irene Zappalà, Cristiano Coletta forza ragazzi!

Un ringraziamento speciale va a Pietro Virtuani, nostro segretario provinciale, che ci ha creduto e non hai mai fatto mancare i proprio sostegno in questi giorni insieme alla segretaria provinciale (in particolare Margherita Brambilla e Miriam Casiraghi).

Ultimo, ma non per importanza, l'onnipresente Michelangelo Stucchi senza il quale ogni iniziativa sarebbe meno allegra e sicuramente più povera.

Se i presupposti sono questi, buona la prima!

Un sorriso in attesa di tempi migliori

Con l’insediamento di Camera e Senato di oggi ha ufficialmente avvio la XVIII legislatura.

Mentre a Monza, mercoledì sera, abbiamo tenuto la seconda parte dell’assemblea provinciale del PD Monza Brianza per capire come calibrarci dopo il risultato elettorale.

Ho impiegato un po’ di tempo prima di scrivere questo post e condividere una mia riflessione sulla situazione politica attuale, sono passati giorni dal 4 marzo, giorni durante i quali ci siamo confrontati a tutti i livelli del partito.

È innegabile come il risultato delle urne sia deludente: solo il 18% dei votanti ha voluto esprimere fiducia nei nostri confronti.

Credo che gli errori siano molteplici e diffusi: ho la presunzione di affermare che i governi Renzi prima e Gentiloni poi abbiano lavorato bene, siano riusciti a ridare una credibilità al Paese che mancava, siano riusciti ad avviare una stagione delle riforme di cui sentivamo il bisogno.

Molto è stato fatto e molto ancora c’è (e c’era) da fare.

Se, da un lato, ho la presunzione di affermare tutto ciò, dall’altro ho l’onestà intellettuale per dire che non siamo stati in grado di trasmetterlo agli elettori.

Abbiamo sbagliato a raccontare il nostro operato e la nostra visione.

Abbiamo sbagliato a raccontare come successo la crescita del PIL o il Jobs Act: non sono matto, sono due successi importanti, ma abbiamo avuto l’arroganza di parlarne con chi ancora fatica ad arrivare a fine mese e della crescita del PIL manco se n’è accorto, oppure a chi si è trovato un posto di lavoro ma di bassa qualità e quindi abbiamo sbagliato a formulare l’equazione per cui posti di lavoro uguale a dignità del lavoro.

Abbiamo perso, diciamolo, senza sotterfugi.

Abbiamo perso perché non siamo riusciti a dare speranza al Paese.

Abbiamo perso ma dobbiamo ripartire.

Da qui.

Dal 18%.

Dobbiamo ripartire dai nuovi iscritti, dai giovani che stanno dando il loro contributo, dai candidati che si sono messi in gioco e non sono stati eletti e da chi ci rappresenta in Parlamento (Roberto Rampi), da noi che abbiamo dato l’anima in questa campagna elettorale.

Dobbiamo ripartire con un po’ di umiltà in più e un po’ di arroganza in meno: dobbiamo smetterla di chiuderci in teatri e sale di partito per contarci e parlaci fra di noi e riprendere ad andare nelle piazze per ascoltare veramente gli elettori (non lo dico tanto ai militanti che hanno animato tutti i mercati della Brianza nonostante il gelo, quanto ai dirigenti e ai leader).

Abbiamo perso ma non possiamo scoraggiarci, abbiamo il dovere di ragionare nuovamente per una visione migliore dell’Italia.

Con serietà, animo sincero e col sorriso che non guasta mai.

Voglio quindi concludere con questa foto, scattata qualche giorno prima di una sconfitta (un’altra!): ritrae due dei politici che non siamo riusciti ad eleggere Cherubina Bertola e Roberto Scanagatti.

Ho avuto il privilegio di lavorare insieme a Cherubina e a Roberto durante questa campagna elettorale e, credetemi, abbiamo perso un’occasione per mandare due politici seri e preparati in Senato e in Regjone, due gran brave persone dalle quali ho potuto imparare molto.

In questa foto sorridiamo perché la politica è bella se fatta per il benessere comune.

Un sorriso in attesa di tempi migliori, ci troverete qui “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.

Ma chi me l'ha fatto fare?

È venerdì sera, esco.

Raggiungo gli amici in centro dopo una settimana intensa di campagna elettorale. Sto in giro poco, sono stanco e domani è sabato, bisogna andare per mercati, i volontari hanno già organizzato i gazebo.

Do una rapida occhiata al calendario sul telefono: Carnate, Cornate d’Adda, poi Concorezzo, Vimercate…giornata lunga…

Ma chi te lo ha fatto fare?

Tutte le volte che sento questa frase la mia mente vaga fino a disegnare il contorno di alcuni volti, i volti delle persone che condividono con me questa avventura, che ogni giorno allestiscono gazebo, organizzano iniziative, incasellano volantini di quello o di quell’altro candidato, scrivono pezzi d programma elettorale, parlano coi cittadini…insomma i miei compagni di partito.

Persone che, anche durante questa campagna elettorale, non si sono risparmiati, nonostante il freddo, il gelo e gli umori a volte un po’ grigi, hanno riempito i bagagliai delle auto di bandiere, manifesti, volantini, gazebo e sono partiti per questo o per quel comune per parlare con i propri concittadini e hanno ingoiato parole dure, troppo spesso sgarbate, rivolte a tutti noi, e volte, non così spesso come lo meriterebbero hanno anche ricevuto apprezzamenti, pacche sulla spalla che hanno il sapore di una cioccolata calda in questi pomeriggi invernali.

Ma chi te lo ha fatto fare.

La seconda cosa che mi viene in mente siamo tutti noi, il nostro futuro, noi la generazione dei nati negli anni ’90, quella generazione che viene definita millennials, stiracchiando un po’ gli anni di nascita.

Me lo fa fare la generazione dei miei nonni che hanno lottato per ottenere dei diritti e poi dei miei genitori che hanno attraversato gli anni ’70 e i difficili anni di piombo.

Me lo fa fare lo sguardo degli studenti delle superiori che hanno bisogno di modelli in cui credere per impegnarsi per il proprio futuro.

Me lo fa fare tutti gli sfortunati, gli svantaggiati, quelli che hanno bisogno di uno Stato presente.

Sono tutte queste cose e molte altre che mi spingono da una decina d’anni a questa parte ad impegnarmi in politica, perché fare politica per il benessere comune è bellissimo, perché i partiti sono comunità di cittadini che credono in un ideale comune.

Perché quando lavori a fianco di Roberto, Margherita, Pietro, Cherubina, Alberto, Shawn, Michelangelo, Daniele, Cristina, Angelo, Roberto, Miriam, Carlo, Laura, Lorenzo, Maria Antonia, Enrico e tutti gli altri (voi sapete chi siete!) la fatica non si sente.

Voglio aggiungere un’ultima cosa per concludere questo sproloquio dettato forse dalla febbre e dalla stanchezza, domani si vota, si rinnova il Parlamento e il Consiglio Regionale Lombardo: votate, qualunque sia la vostra scelta mettete una croce, prendete una decisione, partecipate, siate parte di questa comunità di individui che prova in un modo o nell’altro a cambiare il proprio Paese e, mettendo una croce su un simbolo in una cabina elettorale muove il primo significativo passo.

Giorgio Gori per la Brianza

Ieri è stata una giornata molto intensa.

Il candidato alla presidenza di Regione Lombardia Giorgio Gori ha fatto tappa in Brianza per conoscere le criticità e le eccellenze della nostra provincia.

Il tour, organizzato dal PD Monza Brianza, è partito da Arcore dove abbiamo visitato Villa Borromeo d'Adda, splendido esempio di recupero tramite partenariato pubblico/privato, siamo poi stati alla ST Microelectronics di Agrate Brianza e infine abbiamo chiuso la mattinata a Brugherio dove abbiamo incontrato rappresentanti del terzo settore. Siamo poi partiti in treno da Monza per raggiungere la stazione di Ceriano Laghetto - Groane, da lì Limbiate, Varedo, Desio, Cesano dove abbiamo cenato con i militanti locali e, in conclusione di tutta la giornata, un incontro pubblico a Seregno.

Fra tutte le foto della giornata ho scelto proprio un'immagine della Sala Gandini a Seregno gremita di persone.

Se la giornata di ieri è stata un successo è proprio merito loro: dei cittadini brianzoli, dei nostri iscritti, dei segretari di circolo che hanno saputo abbracciare con affetto Giorgio Gori, l'uomo e il candidato, condensando nei pochi momenti di ogni tappa tutti gli aspetti del proprio territorio.

A questi straordinari padroni di casa va un enorme grazie.

Ho scelto questa foto perché rappresenta il popolo del centro sinistra che ha scelto Gori come leader su cui puntare per la corsa al 39° piano di Palazzo Lombardia, un popolo capace di mobilitarsi e camminare insieme verso un obiettivo comune.

Uniti si vince

Ieri il Presidente Mattarella ha sciolto le Camere: cala così il sipario sulla XVII legislatura ed inizia l’iter che ci porterà alle prossime elezioni politiche.

Sembra passata un’eternità dal 24 - 25 febbraio 2013 che vedeva una quasi perfetta tripartizione fra centro destra, PD e grillini, Michele Serra scriveva in una sua amaca del 26 Febbraio “Credo che l’avanzata travolgente di quell’esercito di sconosciuti fosse inevitabile e fisiologica. E che non sia assolutamente esorcizzabile come antipolitica. È politica allo stato puro.” Sono molto d’accordo, e, a mio avviso, è stato ampiamente dimostrato dai 5S sia all’opposizione, sia al governo (dove governano).

In questi anni abbiamo visto susseguirsi tre Governi a guida PD che in un momento di crisi sono riusciti a ridare credibilità al Paese, portare l’Italia ad una crescita del PIL, attuare importanti riforme strutturali e civili, riforme di cui sono assolutamente convinto avessimo - abbiamo - bisogno.

Abbiamo anche mancato l’appuntamento importante con quella che penso sia la madre delle riforme, la riforma costituzionale bocciata dal referendum del 4 dicembre.

Ma questa è storia più recente.

Sembra passata un’eternità, ma sono solo cinque anni, anni per me importanti perché mi hanno permesso una crescita politica e personale non indifferente.

Ora ci sono poco più di sessanta giorni che ci separano dalla prossima legislatura, una sessantina di giorni durante i quali saremo in piazza, nelle strade, nelle sale comunali, nei teatri a parlare del nostro partito, a chiedere nuovamente fiducia a elettori vecchi e nuovi.

Molto è cambiato dal 2013, molti assetti sono mutati, molti compagni di viaggio di cinque anni fa hanno preso direzioni diverse (qualcuno si è perso), ma io credo ancora in quel progetto nato dal Lingotto nel 2007, quel progetto che si chiama Partito Democratico.

In questi due mesi, sessantasei giorni per essere precisi, non ci sarà comune in cui non saremo presenti per parlare del nostro progetto per l’Italia e, nel caso specifico della Lombardia, per la nostra regione.

Infatti per i lombardi, come sapete, si andrà al voto anche per eleggere il Presidente di regione e il nostro candidato, Giorgio Gori, è veramente il migliore.

Per i prossimi mesi ci aspetta un intenso periodo di lavoro. In bocca al lupo tutti noi.

Destinazione Italia, destinazione Lombardia

È ormai passato qualche giorno dalla tappa brianzola del treno di #DestinazioneItalia con a bordo Renzi e dal lancio ufficiale della candidatura di Giorgio Gori alla Presidenza di Regione Lombardia. Vorrei condividere con voi una riflessione.

La giornata di giovedì è stata particolarmente lunga: iniziata la mattina con un briefing in federazione provinciale per organizzare l’accoglienza alla stazione e gestire l’arrivo del treno del PD. A pranzo, arrivati a Lissone, abbiamo iniziato ad accogliere militanti e dirigenti di partito. Lì, devo dire onestamente, ho visto una grandissima presenza di pubblico, non solo nostri iscritti, anche cittadini interessati a parlare con Renzi.

Un pomeriggio ben speso. Fortunatamente le tanto temute contestazioni non ci sono state e ne sono felice, non tanto perché abbia paura di confrontarmi con chi la pensa in modo diverso dal mio (stiamo facendo politica, lo si mette in conto), tanto perché trovo nel metodo della contestazione una mancanza di rispetto e un’ignoranza di fondo.

Comunque, il nostro territorio ha una grandissima capacità attrattiva e il segretario ha ascoltato le molteplici istanze che sono giunte da imprenditori, sindaci ma anche studenti e lavoratori: lo scopo di questo giro delle province italiane è proprio l’ascolto e l’obiettivo è stato centrato in pieno.

Matteo Renzi, seduto in prima fila che si fa raccontare gli aspetti positivi e le criticità del Paese è esattamente la mia idea di politica: ditemi cosa c’è che non va, come posso aiutarvi e cosa vorreste voi.

Dopo aver accompagnato Renzi a Cermenate siamo tornati a Monza per un incontro fra Giorgio Gori e il mondo imprenditoriale.

Sulla caratura di Gori come uomo e come candidato ci arrivo subito.

Sabato pomeriggio, appunto, c’è stata la presentazione ufficiale della candidatura di Giorgio Gori all’auditorium della Verdi a Milano. In una sala gremita con più di 1200 persone, fra parlamentari, consiglieri regionali, militanti del centro sinistra, tante donne e uomini che hanno scelto di impegnarsi per un obiettivo comune: portare una persona valida, seria e capace al 39° piano di regione Lombardia.

Giorgio Gori è veramente la persona giusta, il candidato migliore che potessimo trovare per una sfida così impegnativa.

Cinque anni fa, lo slogan di Roberto Maroni era “la Lombardia in testa”, purtroppo la sua idea di Lombardia è rimasta nella sua mente perché in Regione nulla è stato fatto, sono stai cinque anni di rassicurante torpore.

Giorgio Gori ha un’idea vera per la nostra regione e sa anche come attuarla, è il progetto di tutti noi, nei prossimi mesi finiremo di metterlo appunto anche (soprattutto) grazie al vostro contributo. Perché dico tutto questo. Perché credo che, in un momento di così grande distacco fra cittadini e politica, in un momento dove la gente ti guarda strano quando affermi di occuparti della Cosa Pubblica, in un momento in cui la domanda che più ti rivolgono è “ma chi te l’ha fatto fare”, magari anche con un sorrisetto di compatimento, ecco credo che la risposta sia tutta qui.

Esiste un popolo della politica formato da rappresentanti di vario livello, dal militante del circolo del paesino più piccolo al Ministro, che si trovano insieme sulla banchina di una stazione o in un auditorium milanese per condividere un progetto, un’idea, un sogno.

Per non dimenticare chi ha combattuto la mafia

Venticinque anni fa, a Palermo, Paolo Borsellino veniva brutalmente ucciso in un attentato mafioso insieme ai cinque agenti di scorta. Dopo 57 giorni dalla strage di Capaci in cui perdevano la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini di scorta, la mafia tornava a colpire un servitore dello Stato.

Oggi dobbiamo continuare ad impegnarci affinché il sacrificio di Paolo e di Giovanni non sia dimenticato.

Tutti noi dobbiamo quotidianamente condannare la mafia in ogni sua forma.

Dobbiamo ricordarci, come affermava Borsellino, che : "La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"

P. Borsellino (Palermo 19 gennaio 1940 - Palermo 19 luglio 1992)

Nessuno può silenziare i nostri consiglieri

Stamattina si è insediato il nuovo consiglio comunale.

La campagna elettorale è ormai finita da un po' anche se non tutti se ne sono accorti.

C'è stato chi, in queste settimane, è arrivato a dire che, avendo perso, ora dovremmo stare zitti.

È vero: abbiamo perso! Siamo rispettosi dell'esito elettorale, perdere, ahimè, è normale: è demoralizzante, non è mai piacevole, ma è normale.

Chi vince governa e chi perde sta all'opposizione.

Non so che idea abbia della politica questo signore.

Ma il silenzio non rientra certo fra le caratteristiche di chi si occupa di politica.

Il nostro compito sarà sempre dare voce ai nostri elettori, a tutte quelle persone che hanno riposto fiducia in noi e vigileremo affinché spiacevoli episodi del passato non si ripresentino.

Un grande in bocca al lupo quindi ai nostri otto consiglieri del Partito Democratico Monza e alla consigliera di Monza x Scanagatti Sindaco per il grande impegno che dovranno affrontare. Buon lavoro a Roberto, Antonio, Cherubina, Paolo, Egidio, Egidio, Pietro, Marco e Chiara: siate sempre la nostra voce.