I Giovani sono il motore del cambiamento

Ieri ho partecipato all’inaugurazione della nuova sede dei Giovani Democratici Monza e Villasanta - Spazio101.

Sono particolarmente contento di esserci stato per due motivi.

In primo luogo c’è una forte vicinanza e collaborazione fra il Partito Democratico e la Giovanile, lo testimonia anche la presenza di molti membri della Segreteria del Partito Democratico Monza e del Segretario provinciale del PD Monza Brianza Pietro Virtuani.

In secondo luogo a San Fruttuoso ci sono cresciuto e ci ho vissuto fino ai 16 anni.

E’ un quartiere con una forte presenza giovanile, ma, soprattutto, è un quartiere che non ci ha premiato alle scorse elezioni.

I motivi sono molteplici, e non intendo parlarne ora.

Penso però una cosa: la vicinanza e l’ascolto del territorio sono le chiavi per tornare ad essere attrattivi nei confronti delle persone e la presenza nel quartiere della sede dei Giovani Democratici è, a mio avviso, il miglior modo per dimostrarlo.

In bocca al lupo ragazzi, avrete sempre supporto e disponibilità da parte mia e del PD Monza, del resto, come dice Cherubina Bertola “i giovani sono il nostro futuro e il loro presente”.

A chi toccherà domani? L'appello del PD Monza e Brianza

500 migranti sono stati buttati in mezzo ad una strada a Castelnuovo di Porto.

Uomini, donne e soprattutto bambini.

In una parola persone. Famiglie separate, bambini tolti da scuola, uomini e donne che lavoravano costretti ad abbandonare all'improvviso un percorso di accoglienza e integrazione.

Condannati all'emarginazione.

Deportati.

In Italia, nel 2019.

Sempre di piu' leggendo i giornali, guardando i talk show, navigando sui social, l'immagine che emerge è quella di un'Italia incattivita e impaurita, in balia delle speculazioni crudeli e ciniche delle destre.

Esiste però un'altra Italia. Un'Italia di amministratori, cittadini, studenti, volontari, lavoratori che vogliono rivendicare il diritto ad essere umani e accoglienti, ad andare oltre le paure e le ideologie. Perché a chi tocchera' domani?

Anche a Monza come a Castelnuovo di Porto e in tutto il Paese, diamo ascolto e voce a questa Italia, contro chi soffia sull'odio e la paura.

Tutti insieme.

#restiamoumani

Spazio pubblico concesso a Lealtà e Azione. Un atto che offende Monza

L’Amministrazione Allevi concede nuovamente uno spazio pubblico comunale all’associazione “Una voce nel silenzio”, dipartimento di Bran.CO ONLUS, a sua volta dipartimento di Lealtà e Azione.

In consiglio comunale si è assistito ad una scena pietosa, un assessore che si permette di accomunare realtà come ANPI e ANED a movimenti sovversivi e un Sindaco che non lo smentisce ma addirittura rincara la dose.

Siamo fermamente convinti che compito di un’Amministrazione comunale sia quello di garantire la tutela dei principi democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana, e lo sanno anche i sassi che Lealtà e Azione non si riconosce in quei principi.

Nessuno sta mettendo in dubbio la correttezza formale e burocratica per l’uso di spazi pubblici, bensì l’opportunità politica.

Invece di scaricare sugli uffici comunali la responsabilità per l'utilizzo della sala, Allevi farebbe bene a ricordarsi che è facoltà o meno dell'amministrazione concedere gli spazi.

Come può un Sindaco giurare sulla Costituzione e poi concedere spazi a realtà che rinnegano quei valori democratici e antifascisti di cui la nostra Carta Costituzionale è intrisa?

A questa domanda sappiamo già quali sono le risposte sprezzanti del sindaco e dei suoi assessori, ma è ai cittadini monzesi che noi la rivolgiamo, perché è la Città ad essere offesa da questi comportamenti.

Buon anno!

Cala così il sipario sul 2018.

Un anno sicuramente intenso, con alcune soddisfazioni, ma anche con parecchie delusioni.

Cosa portarsi dietro da questi 365 giorni?

Sicuramente le molte persone incontrare, le storie sentite, le esperienze che ci aiutano a crescere: un insieme di volti, pensieri e anime che formano una meravigliosa e potente rete.

Ma anche gli errori, gli insuccessi, le cadute e le sconfitte: ci permettono di imparare.

Uno dei personaggi di un film affermava “Un uomo dovrebbe riconoscere le sue sconfitte garbatamente così come festeggia le sue vittorie, Max. Col tempo vedrai che un uomo non impara niente quando vince. Perdere invece può condurre a grande saggezza. Il nocciolo della quale poi è quanto sia più gradevole vincere. È inevitabile perdere di tanto in tanto... il trucco è che non diventi un’abitudine.”

Penso che questo 2019 debba iniziare così: con una speranza nuova, con la consapevolezza che tutto il nostro vissuto, nel bene e nel male, sia parte di noi e ci renda migliori.

Dal canto mio, mentre mi appresto a salutare il 2018 festeggiando con gli amici (come è giusto), rifletto che, tutto sommato, sono fiducioso nell’anno che verrà.

Il Partito Democratico Monza, dopo essere stato scottato da qualche insuccesso, ha chiuso l’anno con un congresso che ha portato nuova linfa nella nostra comunità, ci ha permesso di confrontarci ed arricchirci.

Ora, anche se le sfide che ci attendono saranno impegnative (una fra tutte le elezioni europee: con una Unione Europea mai così in pericolo davanti ai sovranismi), ho la consapevolezza che le persone che mi circondano siano in grado di farci volare alto e di affrontare le prossime battaglie con fiducia e positività.

A partire dai membri della Segreteria Cittadina.

Arrivederci al 2019 allora, con l’augurio che l’anno nuovo ci permetta di realizzare i nostri sogni, o almeno di non lasciare nulla di insperato.

Antonio, l'Europeo

Ho aspettato che le emozioni sedimentassero prima di scrivere queste righe...

Antonio non ce l’ha fatta, è morto ieri a Strasburgo, ucciso dal proiettile di un criminale nella culla dell’Europa.

Una giovane vita strappata troppo presto a questo mondo nel modo più barbaro.

Come facciamo a non provare un senso di rabbia in questo momento, come facciamo a non aver paura?

Non ho una risposta.

Penso però che siano questi i momenti in cui ancorarci con maggior convinzione alla nostre idee. Sono questi i momenti in cui dobbiamo stare uniti e non chiuderci dentro il perimetro dei nostri confini, siano essi mentali o geografici. Sono questi i momenti che ci devono far affermare con ancora più forza, con ancora più convinzione che la risposta si può trovare in un’Europa unita.

Impegniamoci per Antonio, per Valeria, per Fabrizia. Impegniamoci per una generazione, la generazione Erasmus, la mia generazione, che è nata senza confini, senza muri. Impegniamoci perché siamo cittadini europei.

Ciao Antonio, sit tibi terra levis.

Ago e filo per il PD

Ieri sera ho portato il mio contributo all’assemblea provinciale del PD Monza Brianza alla vigilia dell’inizio della fase congressuale nazionale.

Ho parlato di piazze e di delusi.

Penso che chiunque sarà il nuovo segretario del Partito Democratico dovrà ricucire un rapporto con coloro che si sentono delusi dal PD ma che continuano a riconoscersi nei valori democratici alla base del nostro partito.

Abbiamo visto questa folla di persone nelle ultime manifestazioni di piazza, da Torino a Milano, passando per Lodi, Roma e molte altre città.

Da qui si dovrà partire come comunità democratica, con una leadership che prenda in mano ago e filo per ricucire e creare un fronte comune contro sovranismi e populismi

Alla fine abbiamo vinto

Non è semplice descrivere a parole le sensazioni provate tra ieri sera e oggi. Sono un misto di orgoglio, gioia, gratitudine, senso di responsabilità...

Intanto vi dico GRAZIE.

Grazie a quelle meravigliose persone che mi hanno aiutato e permesso di vincere questo congresso

Grazie a tutte le democratiche e i democratici di Monza che hanno deciso di darmi fiducia

Grazie anche ai segretari di circolo che si sono messi in gioco per il nostro partito (Giuseppe Bergamelli Enrico Arosio Michele Erba Elena Pagliaretta Elisa De Lucia e Guido Pietrogrande).

Grazie a Francesco Beretta.

Avevamo promesso di lavorare insieme e lavoreremo insieme per il PD e la città di Monza.

I segretari e I leader del Partito Democratico sono scelti così: attraverso elezioni democratiche, poi si lavora tutti insieme. Ora che il Congresso è terminato sotto con il lavoro.

Buon lavoro anche a Pietro Virtuani riconfermato alla guida del PD Monza Brianza e a Vinicio Peluffo neo Segretario del Partito Democratico Lombardia

Alla fine è bello essere #OrgogliosamenteDemocratici

Cento fiori in movimento per un nuovo PD

Oggi pomeriggio sono stato all’iniziativa “Centofiori in movimento per un nuovo PD” organizzata da un gruppo piuttosto eterogeneo di under35 del @partitodemocratico al Teatro Eliseo di Roma.

Oltre a rivedere amici provenienti da tutta Italia che ci permettono di costruire una comunità democratica (non mi stancherò mai di ricordare quanto sia importante fare comunità), abbiamo dimostrato come sia possibile superare il sistema di correnti. Le persone che hanno animato la giornata hanno sostenuto candidati diversi allo scorso congresso e sosterranno candidati diversi ai prossimi congressi provinciali, regionali e nazionale.

Eppure eravamo tutti lì, a raccontare e disegnare quello che per noi deve essere il Partito Democratico. Eravamo lì tutti insieme. Questi sono i momenti in cui possiamo riscoprirci Orgogliosamente Democratici

Forum per l'Italia

Si è conclusa oggi la due giorni "Forum per l'Italia", un momento per tracciare insieme a dirigenti e militanti da tutta Italia il futuro del Partito Democratico.

Questo è l'ultima iniziativa in ordine cronologico a cui ho partecipato.

Qualche tempo fa, un simpatico hater, commentando un post in cui parlavo di un'iniziativa fuori Monza a cui andai, mi scrisse che era solo un modo per fare una gitarella.

Ovviamente non concordo con lui. Penso siano momenti veramente importanti.

Vi dico perché.

Queste sono le occasioni che abbiamo per confrontarci con persone provenienti da tutta Italia sulla società, sui problemi del nostro Paese e del nostro Partito, sono i momenti di confronto, di analisi politica, di sintesi programmatica.

Non solo.

In queste occasioni abbiamo modo di trovarci con amici provenienti da esperienze diverse e fare rete.

Fare comunità.

Anche così si costruisce una comunità democratica: parlando di futuro e abbattendo (o almeno accantonando) le divisioni interne.

"La storia non dovrà raccontare che mentre la democrazia vacillava, la sinistra si gingillava con le proprie insopportabili e grottesche divisioni." (tratta dall'immenso intervento di Walter Veltroni)

Congresso 2018

Il prossimo 18 novembre tutti gli iscritti del Partito Democratico Monza saranno chiamati a scegliere il loro prossimo segretario cittadino.

Ve la faccio breve: ho deciso di candidarmi Segretario Cittadino del PD Monza.

Mi metto in gioco perché è un momento difficile e penso che questi siano i momenti che ci mettono alla prova: possiamo scegliere di essere protagonisti e dare il nostro contributo, oppure sederci e vedere come andrà a finire.

Io scelgo di dare il mio contributo.

Ho la fortuna di lavorare con uno splendido gruppo di persone, con cui sto collaborando per la stesura della mozione congressuale. A questi democratici, a questi rappresentanti del popolo del PD devo molto in termini di stima, affetto, impegno profuso, lavoro svolto e dose di follia che spinge tutti loro a sostenermi. Ed intendo restituire molto. Restituire in termini di impegno e dedizione nei confronti della comunità democratica monzese.

Sarà un mese (scarso) intenso, di proposta e ascolto.

Torniamo ad ascoltare le persone, i cittadini, i nostri militanti. Torniamo a raccontare loro il progetto del Partito Democratico.

Torniamo ad essere orgogliosamente democratici.

Per l'Italia che non ha paura

50000 persone.

C’è chi dice di più. C’è chi dice di meno.

Una piazza piena di gente in ogni caso.

E poi le bandiere. Tante. Tantissime.

I colori del PD che si mischiano insieme all’arancione dei Giovani Democratici e al blu europeo si stagliano garrendo su un cielo di un azzurro intenso. Il luogo è piazza del Popolo, Roma, ieri pomeriggio.

Da quella piazza, forse, è (finalmente) ripartito il cammino del Partito Democratico e del centro sinistra per uscire dalla palude nella quale ci siamo impantanati dal 4 marzo. Con una cornice valoriale in cui lavorare, con priorità da darsi e con la consapevolezza degli errori commessi. Piazza del Popolo ha dato una prima risposta a tutti i militanti che si sono trovati spaesati dalla primavera scorsi, ai dirigenti locali che hanno mantenuto vivo territorialmente un partito senza una linea da parte dei vertici nazionali.

Che serva la manifestazione di ieri pomeriggio per ritrovare l’orgoglio di appartenere al Partito Democratico, che serva, in vista dei congressi per ricordarci che comunque apparteniamo alla stessa famiglia di valori, quei valori declinati dai tanti interventi sul palco di ieri.
Ai tanti militanti, ai tanti amici, a tutti coloro che parteciperanno attivamente alla fase congressuale mi viene solo da ribadire una cosa: tutti ieri scandivamo a gran voce la parola UNITA’, non resti un grido di piazza, mettiamo in pratica l’unità a partire dai nostri territori.

Ripartiamo da qui, tutti insieme, perché siamo somma, non divisione.

Italia, grande bellezza! Sesta summer school FutureDem

Torno a casa da Bologna, dove ho partecipato alla sesta Summer school di FutureDem “Italia, grande bellezza”.

Anche quest’anno un bel momento di formazione grazie a relatori di altissimo livello e un modo per ritrovare amici da tutta Italia.

Il valore aggiunto di queste iniziative, di queste giornate in giro per il nostro Paese è proprio la possibilità di un confronto aperto e sincero sull’Italia (e l’Europa!) che vogliamo contribuire a costruire.

Quando torno a casa dopo giorni così ricchi, così intensi, penso sempre che ci sia tanta bellezza nella politica che stiamo raccontando e che il futuro, se tutti noi faremo la nostra parte e ci impegneremo, forse, non sarà poi così grigio.

Europa senza muri

Ieri pomeriggio ero a Milano.

Ero in piazza San Babila insieme a tantissime persone di diversi partiti, associazioni, idee politiche non sempre combacianti, ma uniti dalla medesima volontà di un'Europa unita e senza muri, senza barriere.

Davanti alla politica dell'odio e di chiusura di Salvini che strizza l'occhio ad Orban, chiunque si riconosca nei valori di democrazia, fratellanza, solidarietà che trovano fondamento nella nostra Costituzione non può tacere.

Quando la storia, la società, il Paese attraversano momenti bui dovremmo ricordarci di scendere in piazza e riaffermare i nostri valori democratici, insieme, anche se troppo spesso non la pensiamo allo stesso modo.

Siamo scesi in piazza come nella migliore tradizione della Sinistra. Siamo scesi in piazza per gridare a gran voce la NOSTRA idea di Europa. Siamo scesi in piazza perché siamo in moltissimi a non pensarla come Salvini e a questo governo giallo verde, perché non possiamo tacere davanti alla violenza e all'odio.

Siamo scesi in piazza perché "se chiudi al razzismo ti si apre un mondo".

Cosa mi sfugge?

Amo Monza, la mia città.

Giro per le sue strade da quando ne ho memoria e con tutti i mezzi possibili: auto, bici, piedi, trasporto pubblico.

Ho visto parcheggi diventare piazze, piste ciclabili diventare parcheggi. Ho visto grandi concerti nel parco e buche nelle strade diventare così larghe da sembrare voragini.

Poi, l'anno scorso, in campagna elettorale abbiamo proposto di istituire l'Assessorato alle Piccole Cose (grazie ad un'idea di Giovanni Vergani): una delega per risolvere tutti i piccoli problemi che vanno ad incidere nella quotidianità della vita dei cittadini.

Il centro destra ha proposto la medesima intuizione.

Mi sono detto: poco male, le idee sono di chi le sposa, non mi interessa rivendicare la paternità di un'intuizione, lo abbiamo proposto entrambi, chiunque dovesse vincere lo realizzerà.

Hanno vinto loro.

Hanno istituito la delega e l'hanno affidata al vicesindaco.

Eppure oggi continuo a vedere lampioni spenti da più di un mese, marciapiedi devastati, strade sottosopra, erba ed alberi incolti...

Ora, io mi chiedo, cosa mi sfugge?

A Strasburgo al Parlamento Europeo

Due giorni fa sono stato a Strasburgo per visitare il Parlamento Europeo grazie al nostro eurodeputato Brando Benifei, insieme ad una delegazione piuttosto eterogenea guidata da Angelo Turco.

Oltre a me, all’amico Renzo Averia di Milano e Giulio Torlaschi di Voghera, c’erano quattro ragazzi liguri, sei giovani cremaschi e un nutrito gruppo della federazione provinciale del PD di Mantova.

Al netto della visita all’Europarlamento che per chi si occupa di politica e crede fermamente nell’Europa non può che essere affascinate, vorrei condividere due pensieri.

Primo: il Partito Democratico ha molto da imparare dai propri territori e dalle realtà locali. Condividere gli stessi valori pur con idee diverse, essere capaci di confrontarsi sui differenti temi mantenendo il rispetto gli uni degli altri e creare comunità sono i tre aspetti che meglio caratterizzano il nostro partito e lo, dico alla vigilia di un’assemblea nazionale, dovrebbero essere le basi da cui darsi uno slancio per riprendere quota. Facciamo parte di un partito che sa essere inclusivo ed aperto, è bene ricordarselo.

Secondo: come dicevo, insieme a noi, c’erano quattro giovanissimi liceali liguri. Sono arrivati a Strasburgo perché hanno vinto un premio. Loro hanno avuto la sorte di trovarsi in mezzo ad un gruppo del PD, io sono convinto che per noi, sicuramente, sia stato un privilegio. Abbiamo avuto l’opportunità di chiacchierare con dei ragazzi al loro primo voto, alla fine di un percorso scolastico secondario e sul ciglio dell’Università. Sono convinto che se vogliamo tornare a parlare ai giovani, dobbiamo, necessariamente, ricominciare ad ascoltare i giovani. Senza superiorità, senza arroganza, senza parole forti giusto per colpire la loro opinione: non serve.

Mi piacerebbe che il Partito Democratico, il mio partito, riflettesse sull’importanza di coinvolgere i giovanissimi, perché non basta avere una valida organizzazione giovanile e tante realtà associative di ragazze e ragazzi se poi non riusciamo a rendere tutti loro protagonisti di un cambiamento della società e della politica.

Ripartiamo dagli esempi positivi, ripartiamo da Brando, e da tutti coloro che non ancora trentenni si sono trovati a ricoprire una carica pubblica. Ripartiamo dai neo eletti consiglieri comunali in Brianza. Ripartiamo da Simone, Luca, Moreno, Cristiano, e tutti coloro che hanno dato l'anima in campagna elettorale. Ripartiamo da qui perché i giovani sono il motore del cambiamento.

Amministrative 2018 pt. 1

Una riflessione a mente fredda sull'esito di questa prima tornata amministrativa in Brianza.

Il Partito Democratico ha retto nonostante le previsioni, mentre è pressoché scomparso il Movimento 5 Stelle.

Nel nostro territorio abbiamo mantenuto Macherio ma non siamo riusciti, nonostante un nuovo progetto civico, i cittadini di Lazzate che hanno preferito continuare con l'amministrazione uscente targata Lega. Per Cogliate vale un discorso diverso: non abbiamo vinto e mi dispiace molto, ma il candidato sindaco di Uniti Per Cogliate - Vincenzo Di Paolo Sindaco ha messo in campo delle energie straordinarie, costruendo intorno a sé e al progetto politico una squadra giovane, dinamica ed in gamba. Abbiamo perso Cogliate ma abbiamo riconquistato una nuova determinazione e una nuova energia, segno che quando c'è passione, voglia di amministrare e una visione per il proprio territorio si può fare bella politica (lo ben dimostra il messaggio di Vincenzo Di Paolo che vi consiglio di andare a leggere).

Nei comuni più grandi andiamo al ballottaggio.

Ampio il vantaggio a Brugherio, dove abbiamo sfiorato la vittoria di Marco Troiano Sindaco al primo turno.

A Nova Milanese, dove Fabrizio Pagani Sindaco - Nova Milanese merita di vincere non solo per le capacità amministrative ma per una grande passione politica che - ne sono certo - il suo principale competitor gli invidia, siamo in svantaggio di pochissimi voti.

Anche a Seregno lo svantaggio e minimi, merito di tutta la coalizione e di un candidato veramente preparato, concreto ed onesto, un candidato,Alberto Rossi, che saprà ridare dignità alla città di Seregno dopo il commissaria mento subito nello scorso settembre.

Lo svantaggio da cui partiamo sia a Carate che a Seveso è più ampio, ma sono certo che, con l'impegno di tutti, si potrà dimostrare ai cittadini quanto sia importante la riconferma dei due sindaci uscenti. Lasciatemi dire un'ultima cosa: in un momento di grande difficoltà dopo il pessimo risultato di elezioni politiche e regionali, il centro sinistra in Brianza ha dimostrato una notevole capacità di riorganizzarsi e di impegnarsi con rinnovata energia per il proprio territorio, sintomo che quando credi nella bella politica e sei circondato da persone capaci e volenterose non ti lasci abbattere facilmente. A tutti i candidati consiglieri e sindaci, a tutti coloro che hanno dato il massimo in questi mesi dovrebbe andare il plauso di tutti noi.

Ora sotto con gli ultimi giorni di campagna elettorale, l'appuntamento è per il 24 giugno con il ballottaggio.

Sosteniamo i candidati del centro sinistra!

Proviamo a fare chiarezza

Art. 1 c. 2 Cost. "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Art. 92 c. 2 Cost. "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri" Giusto per fare chiarezza: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha agito all'interno del perimetro delle sue prerogative costituzionali.

Non è la prima volta che il Capo dello Stato agisce così in Italia: è successo nel 1979 quando Pertini disse no a Cossiga su Darida alla Difesa; e poi nel 1994 con Scalfaro e il suo no a Berlusconi su Previti alla Giustizia; ci fu il no di Ciampi sempre a Berlusconi su Maroni alla Giustizia nel 2001; infine è successo nel 2014 quando Napolitano disse no a Renzi su Gratteri alla Giustizia.

Mattarella ha agito nell'interesse del Paese bloccando la nomina di un ultraottantenne euroscettico alla guida dell'economia italiana.

Non solo, il Presidente della Repubblica ha indicato un nome politico per la casella di ministro dell'economia, non un nome a caso, ma Giancarlo Giorgetti vice segretario della Lega.

Qui la situazione si fa interessante: Salvini fa saltare il banco bocciando il nome di Giorgetti e sostanzialmente portando al fallimento l'ipotesi di un Governo cosiddetto giallo-verde.

Chi ha vinto su tutta la linea è proprio il leader leghista: è riuscito a smarcarsi dai 5Stelle facendoli apparire come ingenui ed incapaci addossando però le colpe al Presidente della Repubblica.

Ciò che non riesco però a tollerare è il clima di odio che è stato innescato nei confronti della più alta carica dello Stato con insulti e minacce inaccettabili fomentate dall'ignoranza di molti.

A Mattarella va la mia totale solidarietà.

Insieme per fare comunità

Ieri sera ho avuto la possibilità di moderare, insieme ad Elena Pepe, un interessante dibattito sul futuro del nostro Paese e del Partito Democratico insieme ai nostri rappresentanti in Parlamento Roberto Rampi e Gian Mario Fragomeli.

Molti gli interventi dei partecipanti, non solo monzesi; tutti hanno sottolineato l’esigenza, in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando, di rinnovare il nostro impegno per il Paese abbandonando le varie tifoserie che danneggiano tutta la comunità del PD.

Mi piacerebbe che il mio partito tornasse a “fare comunità” riscoprendo la grande vocazione democratica che ci ha caratterizzato fin dalla nascita del PD.

Mi piacerebbe si cercassero e si individuassero gli errori che ci hanno portato alla debacle del 4 dicembre (prima) e del 4 marzo (poi), prima di additare i colpevoli in una moderna caccia alla streghe.

Solo così potremo realmente ripartire con un rinnovato vigore.

Democratic Party: buona la prima!

Sono stati due giorni impegnativi ma ricchi di soddisfazioni.

Il Democratic Party organizzato in federazione è stato un successo: abbiamo centrato gli obiettivi.

Quando abbiamo avuto questa idea, lo scopo era duplice: da una parte aprire la porte della nostra federazione all'esterno, dall'altra dare un palco a disposizione dei nostri giovani candidati alle amministrative brianzole.

Il tutto condito da birra, buona musica e un'ottima grigliata.

Parlando coi partecipanti e vedendo il clima che si è creato in via Arosio non posso che dirmi felice per il risultato.

Come sempre, senza l'impegno di molti, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Permettetemi di ringraziare in primo luogo tutta il PD Monza Brianza di cui sono orgogliosamente parte, i Giovani Democratici Monza Brianza che si sono avvicendati alla griglia, al bar e in cabina audio/luci e, soprattutto, chi in questo progetto ci ha messo l'anima: Davide Mantovani Shawn Guidi Luca C. Villa, GRAZIE, senza di voi questo non sarebbe stato possibile.

Un grosso in bocca al lupo ai nostri giovani candidati in Brianza, Luca Lissoni, Giacomo Panzeri, Moreno Drago, Irene Zappalà, Cristiano Coletta forza ragazzi!

Un ringraziamento speciale va a Pietro Virtuani, nostro segretario provinciale, che ci ha creduto e non hai mai fatto mancare i proprio sostegno in questi giorni insieme alla segretaria provinciale (in particolare Margherita Brambilla e Miriam Casiraghi).

Ultimo, ma non per importanza, l'onnipresente Michelangelo Stucchi senza il quale ogni iniziativa sarebbe meno allegra e sicuramente più povera.

Se i presupposti sono questi, buona la prima!

Un sorriso in attesa di tempi migliori

Con l’insediamento di Camera e Senato di oggi ha ufficialmente avvio la XVIII legislatura.

Mentre a Monza, mercoledì sera, abbiamo tenuto la seconda parte dell’assemblea provinciale del PD Monza Brianza per capire come calibrarci dopo il risultato elettorale.

Ho impiegato un po’ di tempo prima di scrivere questo post e condividere una mia riflessione sulla situazione politica attuale, sono passati giorni dal 4 marzo, giorni durante i quali ci siamo confrontati a tutti i livelli del partito.

È innegabile come il risultato delle urne sia deludente: solo il 18% dei votanti ha voluto esprimere fiducia nei nostri confronti.

Credo che gli errori siano molteplici e diffusi: ho la presunzione di affermare che i governi Renzi prima e Gentiloni poi abbiano lavorato bene, siano riusciti a ridare una credibilità al Paese che mancava, siano riusciti ad avviare una stagione delle riforme di cui sentivamo il bisogno.

Molto è stato fatto e molto ancora c’è (e c’era) da fare.

Se, da un lato, ho la presunzione di affermare tutto ciò, dall’altro ho l’onestà intellettuale per dire che non siamo stati in grado di trasmetterlo agli elettori.

Abbiamo sbagliato a raccontare il nostro operato e la nostra visione.

Abbiamo sbagliato a raccontare come successo la crescita del PIL o il Jobs Act: non sono matto, sono due successi importanti, ma abbiamo avuto l’arroganza di parlarne con chi ancora fatica ad arrivare a fine mese e della crescita del PIL manco se n’è accorto, oppure a chi si è trovato un posto di lavoro ma di bassa qualità e quindi abbiamo sbagliato a formulare l’equazione per cui posti di lavoro uguale a dignità del lavoro.

Abbiamo perso, diciamolo, senza sotterfugi.

Abbiamo perso perché non siamo riusciti a dare speranza al Paese.

Abbiamo perso ma dobbiamo ripartire.

Da qui.

Dal 18%.

Dobbiamo ripartire dai nuovi iscritti, dai giovani che stanno dando il loro contributo, dai candidati che si sono messi in gioco e non sono stati eletti e da chi ci rappresenta in Parlamento (Roberto Rampi), da noi che abbiamo dato l’anima in questa campagna elettorale.

Dobbiamo ripartire con un po’ di umiltà in più e un po’ di arroganza in meno: dobbiamo smetterla di chiuderci in teatri e sale di partito per contarci e parlaci fra di noi e riprendere ad andare nelle piazze per ascoltare veramente gli elettori (non lo dico tanto ai militanti che hanno animato tutti i mercati della Brianza nonostante il gelo, quanto ai dirigenti e ai leader).

Abbiamo perso ma non possiamo scoraggiarci, abbiamo il dovere di ragionare nuovamente per una visione migliore dell’Italia.

Con serietà, animo sincero e col sorriso che non guasta mai.

Voglio quindi concludere con questa foto, scattata qualche giorno prima di una sconfitta (un’altra!): ritrae due dei politici che non siamo riusciti ad eleggere Cherubina Bertola e Roberto Scanagatti.

Ho avuto il privilegio di lavorare insieme a Cherubina e a Roberto durante questa campagna elettorale e, credetemi, abbiamo perso un’occasione per mandare due politici seri e preparati in Senato e in Regjone, due gran brave persone dalle quali ho potuto imparare molto.

In questa foto sorridiamo perché la politica è bella se fatta per il benessere comune.

Un sorriso in attesa di tempi migliori, ci troverete qui “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.