Palermo e docenti sospesi

Ho frequentato il liceo classico, lo Zucchi di Monza e ho avuto la fortuna di avere professori in gamba e preparati, di idee e sensibilità politiche differenti, che, pur trasparendo, non sono mai state imposte in alcun modo a noi studenti.

Negli anni ci hanno insegnato, chi più chi meno, a sviluppare un pensiero critico del Mondo che ci circonda, traendone le nostre conclusioni e le nostre riflessioni.

La persona che sono ora lo devo, anche, a loro.

Penso che il bello della Scuola sia proprio quello di permettere ad ognuno di sviluppare la propria coscienza critica.

A Palermo, un’insegnante di scuola superiore è stata sospesa per aver svolto il proprio lavoro.

Durante una lezione alcuni studenti hanno paragonato il Decreto Salvini sulla “sicurezza” alle leggi razziali.

Morale: omessa vigilanza e sospensione della professoressa per due settimane.

Ora, io non voglio entrare nel merito sull’accostamento fra le due leggi anche se avrei molto da dire, però penso che la censura non si debba mai tollerare. Specialmente in un Paese democratico.

Centinai di connazionali sono morti per garantire a tutti la libertà di espressione e moltissime persone, in varie parti del Mondo, continuano a morire oggi per ottenere questo diritto.

Ecco perché, dopo 74 anni, scendiamo in piazza il 25 Aprile: per continuare a ricordare che donne e uomini, giovani e meno giovani hanno dato la vita per permettere a noi di avere dei Diritti che diamo ormai per scontati, ma che basta un attimo per vederseli portare via.