Crisi di Governo. Atto I

Fino ad oggi sono stato silente sulla crisi di Governo (qualcuno dirà meno male!) e l’ho fatto perché, fino ad oggi, la crisi di Governo non c’era.

Avevamo tutte le avvisaglie e le dimissioni di Conte erano, almeno per me, scontate.

Tuttavia, permettetemi di sottolinearlo, le crisi di Governo si concretizzano in Aula (o Camera o Senato), in seguito a mancata fiducia o dimissioni del Presidente del Consiglio, come è avvenuto in questo caso.

Da dieci giorni a questa parte abbiamo assistito a scene pietose: un Ministro dell’Interno che dalle spiagge di mezza Italia ha cercato di piegare al suo tornaconto personale le regole costituzionali del nostro Paese.

Sorvolando su tutto questo proviamo a ragionare sui possibili scenari. Sia ben chiaro, le decisioni saranno prese in aula e la linea del Partito Democraticoocratico uscirà, si spera, dalla Direzione Nazionale di domattina.

Per chi avesse voglia di leggere, ecco qui i miei due cents.

Lo scenario che ci troviamo davanti è estremamente fluido, anche all’interno del PD assistiamo ad un derby fra chi vorrebbe andare subito alle urne e chi invece preferisce dare il sostegno ad un Governo di larghe intese con il Movimento 5 Stelle; nel frattempo, se guardiamo alle ultime elezioni (le Europee), vediamo crescere in modo significativo il consenso alla Lega.

Consenso che trova ulteriore conferma nelle proiezioni elettorali.

Io penso che non si debba andare al voto ora.

Dobbiamo, con responsabilità, cercare di dare il nostro appoggio ad un Governo che possa trovare la più ampia fiducia in Parlamento. Perché penso che andare oggi alle urne sia assai rischioso perché rischiamo di consegnare il Paese ad una destra estrema. E per favore smettiamola di parlare di populismo: qui ci troviamo davanti ad una destra estrema sia nei contenuti che nei modi. Penso anche che non si debba mettere insieme un Governo per andare al voto a breve, il nostro sforzo dovrebbe essere quello di portare a fine naturale questa legislatura.

Sia chiaro a tutti noi che si tratta di arrivare al 2023.

Se dovessimo sostenere un Governo che ci traghetti al voto nel 2020, qui sì non ci sarà solo il rischio, ma, a mio avviso, la assoluta certezza di una vittoria totale della Lega. Daremmo spazio alla bestia mediatica di Salvini per bombardare in tutti i modi l’opinione pubblica gridando al complotto, all’inciucio e le imminenti elezioni regionali offrono alla Lega il palco perfetto.

Non sarà facile, io mi fido molto poco dei 5 Stelle, citando Virgilio “Timeo Danaos et dona ferentes”.

Quindi dobbiamo almeno all’interno del nostro Partito fare quadrato e lavorare nella logica della tanto sbandierata unità. Onestamente non mi interessano le dietrologie e mal sopporto le tifoserie in politica. In questo momento storico e politico non mi interessa sapere perché qualcuno voglia evitare il voto e altri lo auspichino, in questo momento mi interessa scongiurare un governo di destra estrema e un parlamento anch’esso fortemente sbilanciato a destra che sarà chiamato anche, fra le altre cose, ad eleggere il successore di Mattarella.

Ovviamente questo, come detto, è il mio parere.

Domani avremo la linea del Partito Democratico, il mio partito e, sono certo, che tutti noi, iscritti e rappresentanti del PD la seguiremo con la serietà e correttezza, come è giusto fare.

PS Sì, effettivamente oggi Giuseppe Conte ha fatto un bel discorso e ne è uscito bene, ma non scordiamoci che in questi 14 mesi il Presidente del Consiglio è stato lui ed è stato lui che ha diretto la politica generale del Governo e ne è stato responsabile.