Utoya. Chi ha compagni non muore mai

Ci sono dei momenti, nella vita, in cui difficilmente ci scorderemo dove ci troviamo.

L’11 settembre 2001 , indubbiamente, è uno di questi momenti.

Così come lo è il 22 luglio 2011.

Ero in macchina quando sentii alla radio la notizia.

Isola di Utoya, Norvegia.

Campo estivo dell’AUF, divisione giovanile del partito norvegese del lavoro.

Anders Breivik, dopo aver fatto detonare un'autobomba nella capitale norvegese, si reca sull’isola di Utoya vestito da poliziotto e inizia sistematicamente a sparare sugli adolescenti presenti.

Perdono la vita 69 fra ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni.

Ci sono tragedie che non possiamo dimenticare anche se, ripensare a certi fatti, è sempre un pugno nello stomaco.

E il modo migliore per onorare questi giovani è combattere con più forza le battaglie in cui crediamo, per i valori in cui ci riconosciamo.

Chiudo con una frase di Jens Stoltenberg, primo ministro norvegese all’epoca dei fatti.

“Hanno attaccato quanto di meglio esiste in una democrazia: i giovani impegnati in politica”

PS Su Netflix è uscito l’autunno scorso un film, 22 Luglio, su questa strage. Vi consiglio la visione. I Giovani Democratici Monza Brianza lo hanno proposto durante un cineforum a Novembre ed è stato parecchio intenso.